lunedì 9 dicembre 2013

Aspettando Carrie

Il film dovrebbe uscire a Gennaio da noi, è un remake il che sono un po' prevenuta a riguardo, ma comunque lo vedrò più per curiosità che altro...parlerò prestissimo del film originale diretto da Brian De Palma, intanto nell'attesa, gustatevi il trailer.


domenica 3 novembre 2013

Horror in Tv

L'horror è sbarcato in tv e con due telefilm che sono ormai diventati oggetti di culto per appassionati, che l'horror invada la tv è una cosa curiosa, interessante e innovativa, tra le fiction che sto seguendo in questo periodo c'è American Horror Story, format creato da Ryan Murphy - si quello di Glee - e Brad Falchuck anch'egli tra gli ideatori di Glee.
Eroina della serie è ovviamente Jessica Lange, che si è ritagliata un ruolo importante in AHS, nella prima stagione era Constance Langdon e nella seconda stagione, che sto finendo di vedere ormai, è la tormentata suor Jude.
Se The House of Horror, riportava in Auge le case infestate dai fantasmi, la seconda stagione Asylum è ambientata in un ospedale psichiatrico, che diventa il centro delle paure umane.
In sostanza un prodotto per cultori o semplici appassionati che non mancherà di sorprendervi.

E le chicche horror non si fermano proprio qui, eh no, la saga dei fratelli Salvatore quest'anno dalle mie parti è diventata un successone di quelli che alla visione mi inchiodano sullo schermo; si sto parlando di The Vampire Diaries, tratto dai romanzi di LJ Smith e creato da Julie Plec e Kevin Williamson, racconta la storia dei fratelli Salvatore, che tornati a Mystic Falls, devono proteggere Elena Gilbert identica alla donna che li ha trasformati in vampiri Katherine Pierce, da subito i due fratelli mostrano attaccamento verso la ragazza, e dovranno combattere con altri vampiri e soprattutto con uno degli originali, che vuole creare una nuova razza ibrida, metà vampiro, metà licantropo...e intanto si forma il triangolo amoroso tra Stefan, Elena e Damon...intorno a loro Bonnie una strega che rischierà la vita per salvare Elena, Caroline, trasformata da Katherine in vampiro, Tyler, vampiro che diventerà un ibrido, Jeremy che ritrova i diari di un suo antenato che dava la caccia ai vampiri e tantissimi altri....

Amate il gore e lo splatter? Avete nostalgia dei vecchi film di Fulci e Romero e amate le storie di zombies? E allora con The Walking Dead sarete subito accontentati, questa serie tv è tratta non da qualche film o capolavoro, ma da una graphic Novel ed è ideata dal regista Frank Darabont, colui che ha diretto Le ali della libertà e Il miglio verde, questa serie è imperdibile, io la definisco un piccolo capolavoro, se cominciate bene non la lascerete più proprio come è successo a me, protagonista è un poliziotto che risvegliatosi dal coma trova la sua città devastata per colpa di un virus che ha trasformato gli uomini in zombie...

E non possiamo non parlare di True Blood, altra saga vampresca che ho seguito con passione, prima di The Vampire Diaries era questa la serie che mi teneva incollata allo schermo, ora devo assolutamente vedere la sesta stagione, e presto la vedrò, non appena finisco di farmi altre serie tv che ho appena cominciato...

anche qui c'è un triangolo, tra Bill, suckie e Eric, sceriffo dell'area 5 proprietario del Fangtasia, un club per vampiri gestito con la sua progenie Pam, Suckie è una cameriera con il dono della telepatia che scoprirà di essere una fata, e si innamora prima di Bill e poi di Eric, alla fine sceglierà il secondo anche se deve lottare anche lei con forze che rischiano di farla morire, e più di una volta collaborerà con Eric e Pam...ma le mie parole vi danno solo un assaggio di quello che per me è realmente questo telefilm, per me è un cult assoluto, anche se alcuni dicono che ha perso smalto, io non sono daccordo.

Nuovo cinema horror

E' una rinascita del genere?
Piano ragazzi, non è certamente una rinascita del cinema di genere, ma è comunque un risultato, gli ultimi film horror usciti hanno generato una divisione tra i fans e i cinefili, c'è chi li ha apprezzati gridando persino al capolavoro, e c'è chi li ha stroncati.
Rispetto all'ondata precaria di generi che facevano arrossire i sostenitori finalmente si cominciano a vedere titoli interessanti all'orizzonte, certo non sono all'altezza dei capolavori di Cronenberg, Carpenter e Romero, ma è già qualcosa non vi pare?
Una nuova generazione di registi ha dato un calcio - finalmente - alla videocamera digitale che ha generato un orda di titoli vergognosi che hanno generato il reality movie o per meglio dire reality horror, da me odiatissimo, che sia giunta l'ora della fine della moda che ha quasi uccido il cinema horror? La notizia non può che farmi piacere, finalmente seppelliamo al cimitero titoli stupidi che più che far paura fanno ridere, mandando il cinema di genere in un punto di non ritorno.
Come un araba fenice le cose stanno cambiando, e finalmente direi, ma ancora c'è tanta strada per gridare a un ritorno del genere da me amatissimo, certo gli ultimi titoli usciti fanno ben sperare, a me sono piaciuti e non poco, se un film horror riesce a dividere il pubblico probabilmente un giorno verrà riconosciuto come un cult movie e poi verrà persino riscoperto, il che è un barlume di speranza per una vera e propria rinascita...devo scrivere molto spesso in questo blog, un post al mese è troppo poco effettivamente...mi vedrete spessissimo da queste parti, subito dopo che ho scritto la rece alla fabbrica perchè voglio condividere con voi appassionati, magari anche con dibattiti cosa bolle in pentola nel nuovo cinema horror.

sabato 12 ottobre 2013

The conjuring - L'evocazione

The Conjuring è il nuovo film di James Wan tratto da uno dei casi dei coniugi Warren, esperti del paranormale e demonologi, che in passato hanno risolto diversi casi, vengono chiamati per risolvere il caso di una casa infestata da una presenza maligna.
Ma ci sono dei problemi, i bambini non sono battezzati e lo spirito sembra essere concentrato sulla madre, il cui corpo presenta delle strane chiazze sulla pelle.
I coniugi Warren, sapranno risolvere il problema non solo con gli strumenti adatti, ma anche con la forza dell'amore di una mamma che deve lottare contro quello spirito che la vuole usare per uccidere i suoi figli...e non sarà facile batterlo, neanche con un esorcismo praticato da Ed Warren...
Allora preciso che il film ha diviso le opinioni del pubblico, c'è chi - come me - ha apprezzato e chi lo ha additato come un opera furba che si sgonfia al finale, per carità tutti pareri rispettabilissimi, io l'ho apprezzato...
Devo comunque dire che nonostante tutto si fa vedere bene e non è il solo film horror che esce ultimamente che mi fa passare 100 minuti e qualche cosa buoni di puro brivido e divertimento, anche se sinceramente sono parole grosse.
Sapete come la penso sul cinema di genere, che ultimamente non è che sono come quelli dei grandi maestri...ormai l'horror è stato usato e controusato che non ci rimane che replicare ciò che altri hanno fatto...MA ci sono sempre le eccezzioni.
Ovviamente questo film è un buon film, ma non è un film che ti fa urlare al capolavoro - anche se sinceramente se ripenso a registi come Fulci bistrattato poi alla fine riscoperto e recuperato c'è sempre qualche speranza in più, ma è tutta un altra storia. - ma è ben scritto e ben diretto, c'è a chi l'happy end non è piaciuto, io credo che visto come si sono svolti i fatti; l'happy end doveva per forza maggiore esserci...ma una pellicola viene vista in maniera differente da chi la guarda.
Prossimamente scriverò un articolo sui nuovi curiosi titoli che ultimamente sono usciti...ma intanto a breve parleremo di horror in tv...
L'evocazione è un bel film, psicologico, di quelli che piacciono a me, forse per questo io l'ho apprezzato maggiormente.


mercoledì 18 settembre 2013

The Conjuring

Questa è una semplice anteprima, a giorni ci sarà un grande articolo riguardante questo film che mi è piaciuto moltissimo...intanto godetevi il trailer :)

sabato 24 agosto 2013

Dawn of the dead, articolo

Uno dei migliori horror che ho visto, anzi con shine merita sicuramente il primo posto ex-aqueo, perchè è impossibile scegliere tra questo capolavoro assoluto del maestro George Andrew Romero, uno dei miei registi preferiti in assoluto, e shine capolavoro diretto da quello che è forse il maggior cineasta di tutti i tempi: Stanley Kubrick.
Questo è un grandissimo capolavoro, un opera definitiva, se non il MIGLIOR FILM di Romero  in assoluto.
Parlare di questo film mi rende molto felice perchè dalla prima volta che l'ho visto mi è entrato dentro al cuore, in questo film Romero fa totalmente a pezzi il consumismo americano, se nel primo film lo ha solo accennato in questo non ha mezze misure; l'apocalisse è appena cominciata e agli umani non resta altro che armarsi di munizioni per salvarsi la pelle.
Qui Romero fa una critica al benessere e al consumismo, che secondo lui generano l'annullamento dell'intelletto, ed è trasfigurato nella figura dello zombi.
Romero ha il merito di aver raffigurato l'apocalisse, ovvero quella guerra che inizia in cui gli esseri umani devono combattere per non perdere se stessi; una guerra civile senza possibilità di salvezza, in cui tutti sono potenziali vittime.
Il film comincia con i mezzi di informazione che sono fuori servizio, in cui è quasi impossibile avvisare gli umani del pericolo incombente, poi c'è una guerra che viene combattuta in tutta l'america, e c'è un gruppo di giovani che si rinchiude in un centro commerciale...ed è proprio qui che il film si sviluppa, dentro un centro commerciale, che sottolinea l'acida critica di Romero al capitalismo e al consumismo, di cui il film è il ritratto autorale di un grandissimo autore della settima arte.
Romero critica il consumismo becero, creando un opera completa, e totale sul genere horror che è ormai diventata un cult per gli appassionati del genere horror, la figura dello zombie, essere senza coscienza e intelletto che vuole solo nutrirsi di carne umana, un po' come la gente che vuole solo guardarsi la televisione e mangiare per esempio, comprare cose per poter essere qualcuno e via dicendo...questi ovviamente sono solo esempi di come viene descritto il consumismo, che il grande Romero fa a pezzi.
Per me è un film imprescindibile per tutti gli amanti dell'horror.


domenica 4 agosto 2013

Chi ha paura di Poltergeist?

Chi ha paura di Poltergeist?
Eh si lo ammetto IO, o meglio per anni ho avuto paura di questo film, non so perchè, la prima volta che l'avevo visto lo ha affittato mio fratello, al videonoleggio del corso che frequentavamo, ancora adesso che ho deciso di guardarlo di nuovo avevo mille dubbi e timori, ma ora che ho visto un infinità di film di certo e fortunatamente non mi ha fatto l'effetto che ho avuto la prima volta che l'ho visto.
Eppure questo film colpisce molto, si perchè quella bambina che teneva le manine sullo schermo di una tv senza canali mi ha dato gli incubi diverse volte, ah quando i film si sapevano fare, certo che i brividi di paura arrivavano, eccome se arrivavano.
Si dice - ma io credo sia frutto di leggenda non lo so - che sia un film fatto a quattro mani, o che addirittura l'abbia diretto Spielberg al posto di Tobe Hooper, che ricordiamolo, è l'autore della saga non aprite quella porta, prossimamente scriverò un articolo che lo riguarda.
Sono quiiiiiiiiiiiii, certo che di brividi ne ha dati Poltergeist eh? Soprattutto per quella bambina, ricordiamo l'attrice Heather O'Rourke, morta dopo la fine delle riprese del terzo episodio per il morbo di Chron che è presente per un tempo limitato ma è chiaramente la protagonista del film, quello che mi ha terrorizzato? Lo ssshhhhhhh della televisione, e soprattutto quando la bimba tramite la televisione chiama la mamma...roba da fare accapponare la pelle anche al più coraggioso, l'ho visto di recente, e sinceramente ora mi è piaciuto moltissimo, ma allora mi ha fatta andare in panico, la notte dopo che l'ho visto la prima volta avevo la sensazione di ascoltare la vocina di carol appena accendevo la televisione, giuroooo è la verità.
Comunque sia è un opera imprescindibile per tutti gli amanti del genere horror.


martedì 9 luglio 2013

Articolo Hostel

Questo vuole essere solo un articolo su un film che già nella pagina facebook del nostro blog, ha creato una accesa discussione con degli utenti del fatto che io ancora non l'avevo visto, mi si chiedeva pure di come si può gestire una pagina horror se non avevo visto il film, ognuno ha il suo parere io la pagina la gestisco per passione, non per i film che vedo.
Ma andiamo avanti, il film sinceramente l'ho visto e non è male, ma di certo non lo reputo imprescindibile per gestire una pagina prima di tutto perchè non è un capolavoro, e per quanto non mi sia dispiaciuto di certo no n è nella lista dei miei preferiti, si lo so che volete dire ma come hostel e bla bla bla, vi capisco, quando ci sono film pubblicizzati ma fatti bene so quello che dite, nella pagina c'è stato un terremoto di polemiche per questo motivo, spero che almeno nel blog non succeda il finimondo.
L'horror è un genere che nel bene o nel male sforna tanti sottogeneri creati da tanti registi che, con il fatto di essere cinefili creano la loro pellicola infarcendola di omaggi e citazioni, di cui è ricca anche Hostel, alla produzione c'è Quentin Tarantino che già di per se, è un nome di garanzia per riempire le sale cinematografiche o vendere i dvd, e su questo credo che siamo daccordo tutti.
C'è chi ama il genere del torture porn, e c'è chi lo odia, io ormai avendo visto film di ogni tipo non è che mi ha fatto molta impressione, all'inizio sembra un film demenziale, la vera sorpresa viene dopo quaranta minuti di film, certo Eli Roth è capace di dare la sua impronta al film e di questo gliene do molto merito, ma non è neanche la cavolata che dicono che sia, ad ogni modo è un film che ha diviso molto i pareri e il pubblico, ci sono i pro e i contro, io sto nel mezzo, il mio giudizio aldilà dei gusti credo sia imparziale come daltronde è giusto che sia.
Se lo volete vedere vedetevelo, basta che non vi impressionate però.

venerdì 14 giugno 2013

Mario Bava

Poteva mancare un post su di lui? Assolutamente no, senza di lui non ci sarebbe stato un regista come Dario Argento, che di fatto è stato designato agli inizi della sua carriera come suo erede.
Mario Bava è di fatto, uno dei padri del cinema di genere italiano, con lui il cinema si è arricchito, almeno in italia di altri generi che vanno dall'horror gotico, al giallo, al thriller e all'horror.
Sono supergiù questi i generi cinematografici toccati dal grande maestro italiano di cui ho una grande stima, lui insieme a Lucio Fulci, sono stati registi di cinema di genere, ma più di tutto Mario Bava, per primo ha messo in scena in genere slasher, poi imitatissimo soprattutto in america.
Da noi un regista come Bava è sempre stato considerato un autore di serie B, ma solo in altre parti del mondo, compresa l'america è stato considerato un grande autore, e poi con il tempo anche gli italiani si sono dovuti ricredere e rivalutare il suo cinema, come succede con tutte le cose, ma non solo, registi del calibro di Tarantino, Lynch, Tim Burton, hanno trovato ispirazione con i suoi film, persino un grande regista come Martin Scorsese, ha riconosciuto il valore delle sue opere.
Ma non solo, il suo Terrore nello spazio, è stato fonte di ispirazione per la saga di Alien di Ridley Scott.
Il suo contributo alla settima arte e al cinema di genere, è stato fondamentale perchè il suo cinema volente o nolente ha fatto scuola tra i cineasti di tutto il mondo.

mercoledì 22 maggio 2013

Non si sevizia un paperino - Analisi film

Ed eccocci giunti a un momento tanto atteso, pensavo a scrivere un articolo su questo grande film da parecchio tempo, ora è arrivata l'occasione di farlo e allora eccomi qui.
Non si sevizia un paperino, non è un horror, ma si può definire quasi un film di fattura classica in linea generale, toccando moltissimi generi cinematografici, che partono dal neorealismo, all'innovazione della trama giallo/Thriller, in cui stilisticamente si toccano parecchi punti alti soprattutto nella cinematografia del grande Lucio Fulci.
E' senza dubbio un film innovativo, costato pochissimo che nonostante tutto riesce ancora oggi a scuotere chi lo guarda.
In questo film come ho detto prima si mischiano diversi generi, e sappiamo che Fulci ha toccato vari generi per ogni film, con questo invece rischia molto, prima di tutto perchè in italia non si è mai vista a quei tempi un film thriller con certe ambientazioni rurali che ricordavano i vecchi film, tra cui anche la commedia all'italiana, poi c'era il fatto del titolo, paperino era il personaggio disney.
Quale fu allora il tocco da maestro di Lucio Fulci?
Riuscire a scuotere gli animi con una storia che risucchia nello schermo lo spettatore, si perchè davanti a un film del genere ci si indigna, per la brutalità del popolo pecorone, che non segue mai la testa ma i suoi istinti, c'è anche l'ignoranza di certa gente, l'ambientazione del sud italia è in un paesino di provincia, dove tutti conoscono tutti e ognuno sa i fatti suoi.
I personaggi non sono stereotipati, hanno una loro logica che è direttamente o indirettamente collegata con gli altri personaggi, compresi gli indizi che piano piano portano al vero colpevole degli omicidi.
 Lucio Fulci conosceva  molto bene i rischi che portano quando si gira un film diverso dal solito, Non si sevizia un paperino è sempre stato tra i film che ha diretto il suo preferito, e alla sua uscita nelle sale ha ottenuto un buon successo di pubblico.
Quello che è successo e che gli americani, vanno pazzi per questo film, sui siti più importanti rendono omaggi a Fulci, scrivendo cose che forse non scriverebbero mai per grandi nomi - tra cui sono anche registi che adoro - come Coppola o Scorsese.
Il film è senza ombra di dubbio un capolavoro, c'è una vena di tristezza che pervade in tutto il film, forse perchè le vittime sono bambini innocenti? E chi può essere responsabile che con tanta brutalità spezza le loro giovani vite?
Si comincia a sospettare di una fattucchiera, che picchiano a sangue e lei ci resta secca per le strade con la  visione delle famiglie che vanno in vacanza al mare, per poi sospettare di tanti altri cittadini, che hanno parecchi scheletri nell'armadio.
E' un film che mi ha colpito molto, soprattutto per la spietata sincerità con cui è girato, Fulci conosce molto bene l'arretratezza di certi luoghi e ce lo comunica con il film, c'è la rabbia che esplode della gente - ed è comprensibile - c'è il caldo soffocante, c'è l'ignoranza della gente che crede alla prima cosa che gli dicono senza riflettere un secondo, in questo film c'è tutto e di più, e il suo autore ispiratissimo capisce benissimo come amalgamare il tutto senza risultare fasullo.
Quello che Fulci presenta è il mondo ristretto di una certa provincia italiana, rappresentato da una giovanissima Barbara Bouchet, che è tornata dal continente e che lo esprime attraverso la sua insofferenza verso la piccola cittadina, lei che ha viaggiato e conosce il mondo al di fuori di quel paesino si sente un po' fuori posto lì.

Florinda Bolkan, interpreta la fattucchiera, che rappresenta la superstizione e la paura verso cose sconosciute della gente, vittima della brutalità del popolo pecorone incapace di pensare prima di agire, il suo omicidio non farà finire gli omicidi.
E proprio su questo mi voglio soffermare, dalla paura irrazionale che Fulci sa esprimere  in maniera acuta e brillante, senza inutili sfaccettature, è questa paura che è presenta in tutto il film e trae in inganno gli abitanti della cittadina.
Ma è nella persona del prete - di cui tutti si fidano - che bisogna fare attenzione e non dico altro, il film è da vedere. Buona visione.

domenica 12 maggio 2013

Il mistero di Sleepy Hollow analisi film

Come già sapete, le incursioni nell'horror di Tim Burton sono state ben presenti a cominciare dai primi film. Anche se erano in forma parodistica, ne Il mistero di Sleepy Hollow, abbiamo di fronte una vera opera di genere horror, costruita come un thriller e prendendo spunto dal racconto famosissimo in america di Washington Irving e personalizzandolo alla sua maniera.
Se nel racconto il cavaliere senza testa era uno scherzo per spaventare il maestro di scuola Ichabod Crane, Tim Burton, gira una fiaba horror dove tutti non sono come appaiono, il cavaliere senza testa esiste, ed è manovrato da una persona, di chi si tratta? E come sono tutti beneficiari di un testamento? Quali segreti si celano in quella piccola cittadina in cui gli abitanti arrivata una certa ora si chiudono in casa?
Tim Burton da vero genio qual'è, in questo film ha mostrato le sue molteplici influenze, che vanno dal cinema della casa hammer e il cinema di Mario Bava, uno dei primi maestri italiani di film di genere, in america è considerato come un mito!
In questo film ingaggia anche Christopher Lee, uno degli attori della casa hammer nel ruolo di giudice.
Ma diciamoci la verità in questo film nulla è lasciato al caso, le atmosfere tetre e inquietanti e la tensione alta non lasciano mai lo spettatore, che viene risucchiato letteralmente nel film. Il personaggio di Ichabod Crane è un ispettore della polizia  che viene incaricato di indagare sulle misteriose morti del piccolo villaggio di Sleepy Hollow, e si scontrerà con una realtà inquietante e surreale, e sarà aiutato da Katrina Van Tassel, inizialmente innamorata di Brom Van Brunt, una delle vittime del cavaliere senza testa.

Le indagini saranno lunghe e complesse, e Crane, dovrà usare tutti gli strumenti che ha a disposizione per smascherare il colpevole, ma forse dovrà aggiungerci anche l'ingegno e l'intelligenza.
Tim Burton qui è al suo meglio, è un opera matura che indica le passioni del suo autore, capace di parlare al pubblico ricreando il soggetto di Washington Irving, per plasmarlo con le sue molteplici influenze, e nonostante siano passati 13 anni dalla usa uscita ancora non ha perso il suo smalto.
Alla produzione del film c'è quel genio di Francis Ford Coppola, che già da giovane si era cimentato nel cinema di paura con Dementia 13, ma questa è un altra storia.
E' un film da vedere per diverse motivazioni, la prima delle quali è che lo stile di Tim Burton è ben presente ma con qualche marcia in più, è un film horror senza mascheramenti, anzi è esplicitamente horror, e nella sua filmografia piena di fiabe horror con questo film si allontana dalla fiaba per una storia più nuda e cruda, coadiuvato da un cast di attori da capogiro ci inserisce tutto ciò che più ama del cinema di genere.
Per questo Il mistero di Sleepy Hollow è un piccolo capolavoro.





giovedì 18 aprile 2013

Alfred Hitchcock - Il mago del brivido

Potevamo non parlare di lui? Proprio su the kings of horror? Assolutamente no, ecco un post dedicato al mago del brivido, autore che ha anticipato il cinema di Brian De Palma, di cui è un diretto erede cinematografico, negli anni cinquanta e sessanta ha diretto opere innovative capaci di stuzzicare la curiosità dei Cahìer du cinema.
E sono stati proprio autori come Truffaut, Godard, Chabrol e Rivette, che hanno rivalutato le sue opere cinematografiche, dandole il giusto giudizio che meritavano.
Dobbiamo ringraziare quei registi francesi, che hanno portato alla ribalta i suoi film i cui critici non valutavano come meritavano.
Un autore sottovalutato che con il tempo è diventato un maestro, oggi è considerato un genio del cinema, un maestro, forse per quanto riguarda la fama, con Steven Spielberg, è il regista più famoso della storia.
La sua capacità di creare suspance per poi creare la giusta dose di brivido capace di farti saltare sulla sedia,
con il classico colpo di scena che non ti aspetti, è stata di ispirazione per il cinema contemporaneo, anche da registi di cinema horror.
Nei suoi film non ci sono spargimenti di sangue, non vedrete mai viscere o schizzi, il suo orrore è più psicologico che fisico, la sua capacità di creare tensione che non ti molla fino all'ultimo tenendoti incollato alla poltrona a quei tempi era qualcosa di innovativo, di nuovo.
Nel cinema Thriller, a quei tempi non si era mai visto un film che ti da inquietudine e ti tiene sulla corda, come ad esempio fanno capolavori come La donna che visse due volte o psycho.
L'orrore non è mai gratuito, ma è costruito scena dopo scena catturando lo spettatore sullo schermo, così come i film sopracitati anche con altre opere, come L'uomo che sapeva troppo, Marnie, e via dicendo.
Negli anni ci sono stati maestri che hanno seguito il suo esempio, e altri che lo hanno copiato e come spesso accade, non hanno dato il loro tocco artistico.
Le attrici che sceglieva erano tutte bionde e sofisticate, si allontanava dalle bellone tipo Marilyn Monroe o Brigitte Bardot che a detta di lui, avevano il sesso stampato sulla faccia.
Le attrici che hanno lavorato con lui sono state Kim Novak, Marlene Dietrich, Grace Kelly, Ingrid Bergman, Tippi Hedren, Janet Leigh, Joan Fontaine e tante altre...
Hitchcock è ormai un mito al livello mondiale, un autore che ha fatto la storia del cinema ed è diventato fonte di ispirazione per altri autori che sono arrivati dopo di lui..
Ecco un filmato di Truffaut che parla appunto di come il suo cinema sia stato influenzato da Hitchcock.


mercoledì 27 marzo 2013

L'aldilà e tu vivrai nel terrore

L'aldilà è il capolavoro assoluto di Lucio fulci, o per meglio dire il suo miglior film horror, per diverse ragioni: prima tra tutte la storia che ti incatena sulla poltrona, poi la tensione palpabile presente in ogni scena e per ultimo gli effetti splatter che nonostante siano passati ben trent'anni dall'uscita del film risultano ancora oggi spettacolari.
E' il terzo episodio della trilogia della morte, stilisticamente ci troviamo di fronte a un opera monumentale, che  non ha avuto l'accoglienza che meritava alla sua uscita, eppure guardandolo un anno fa, mi sono accorta di una cosa, avevo di fronte a un opera cinematografica stilisticamente impeccabile che in pratica cattura sia noi spettatori che guardiamo il film - lo voglio rivedere perchè voglio provare le stesse sensazioni che ho provato l'anno scorso quando lo vidi la prima volta - che i personaggi che sono dentro il film, e questo succede quando i film sono davvero dei capolavori di un genere.
La potenza scaturita dalle immagini è talmente forte che ti da la sensazione di entrare dentro il film e di discendere agli inferi come i protagonisti, perchè il film è proprio questo.
Una discesa agli inferi senza possibilità di trovare la luce, o senza un briciolo di speranza, il film racconta di una giovane ragazza Liza, che ereditando un albergo riapre un antica maledizione legata al libro Eibon, sotto l'albergo c'è una porta dell'inferno che è stata aperta, una ragazza cieca la invita ad andare via e rifiutare di sistemare l'albergo, ma quando Liza capirà sarà ormai troppo tardi per tornare indietro.
Più che il cast di attori questo film si ricorda della regia, sceneggiatura, scenografie, ed effetti gore splatter, sono questi i punti di forza di questo grande film.
E dobbiamo ringraziare tutti quei bloggers che rivalutano questi piccoli gioielli nascosti, semidimenticati e li fanno conoscere alle nuove generazioni.
Se volete sapere come è un vero horror guardate questo film, lasciate perdere quei filmetti amatoriali che vanno tanto di moda oggi, perchè questo SI che è un horror, anzi è un signor horror,


L'inizio del film è spettacolare, con l'omicidio di un pittore che credono compia riti di magia nera, completano il tutto con la crocifissione poi il film parte con Liza che avendo ereditato l'albergo lo vuole restaurare, e subito accadono strani incidenti.
L'arrivo della ragazza cieca che dovrebbe aiutare Liza a non continuare l'albergo mettendola in guardia del pericolo che sta per accaderle, lei non la ascolta e sarà la fine.
Un opera d'arte in tutti i sensi, un film che tutti gli appassionati di horror dovrebbero guardare e collezionare, appena posso cerco il dvd originale e comincio finalmente la collezione.
Buona visione a chi non l'ha visto.

martedì 19 marzo 2013

rec 3 quando l'horror risulta superficialmente fine a se stesso

Allora è ormai noto il mio odio verso i reality horror, o mocumentary in genere, questo non è un mocumentary, ma si avvicina molto di più a un reality horror.
Visto così potrebbe sembrare il classico film di intrattenimento fatto per fare svagare il pubblico, c'è praticamente di tutto, ma diciamoci la verità, le scene risultano fini a se stesse, di una violenza gratuita e vuota che non lascia nessun ricordo infondo al cuore, apparte qualche scena comica per dimostrare di essere fighi, ma un film horror deve prima di tutto rispettare le sue regole, e deve avere delle motivazioni e soprattutto un argomento per cui riflettere.
Durante la visione mi è venuto in mente il capolavoro di George Romero, quel Down of the dead che mi ha sconvolto la vita, quello SI che era un horror di quelli che fanno riflettere, ma diciamoci la verità oggi come oggi i geni non ci sono più, ci sono soltanto ragazzetti che prendono una macchinetta digitale, e ti fanno un film e mischiano i generi senza scavare a fondo nella storia, e soprattutto senza fare una accentuata autocritica sul mondo che ci circonda.
Ammetto che l'idea di fondo era buona, ma non mi ha entusiasmato, scene gore assolutamente fini a se stesse, che invece di spaventarmi non hanno fatto altro che infastidirmi, e certo che le parodie di certi filmacci secondo me risultano migliori del film originale, almeno sai che film vai a vedere, ti fai le tue quattro risate e poi torni a casa, ma quando io guardo un horror, voglio vedere un horror, voglio sapere perchè lo zio si è beccato il virus, e da dove viene.
Poi voglio sapere da cosa è scaturito il tutto, hanno fatto esperimenti? Hanno fatto rituali magici? No, qui non spiega nulla, c'è un prete che riesce a ipnotizzare gli zombie, che sono nati dallo zio che si è beccato il virus dal cane, - e qui mi dovrebbero spiegare da dove questo cane è arrivato no? - e poi trasmette il virus a tutti quanti in una mattanza che trascende l'assurdo, le scene comiche sono assolutamente fuori luogo, chi è a digiuno di veri film horror magari lo troverà divertente, - a breve farò la mia recensione alla fabbrica - ma chi ha visto i film horror, e vi parlo di gente come Romero, Fulci, Bava e il primo Argento, per non parlare di  Carpenter, e Cronenberg sicuramente capirà che si tratta di una pura operazione commerciale, che nulla ha a che fare con il vero cinema di genere.
E ora concludo l'articolo con questa frase che è di per se una domanda: Chissà quando uscirà il classico film di genere reality horror che segnerà la fine del reality horror e farà rinascere il vero horror?
Io starò qui ferma ad aspettare, perchè come si dice la speranza è l'ultima a morire.



lunedì 11 marzo 2013

lunedì 18 febbraio 2013

Lucio Fulci

E' senza dubbio uno dei maestri del cinema di genere, l'ho scoperto l'anno scorso grazie all'amico Robydick e ho pescato alcuni dei suoi capolavori.
Insieme a Mario Bava ha dato vita al cinema di genere italiano, amatissimo da Quentin Tarantino che lo ha citato nel duo di film Kill Bill tramite la canzoncina di 7 note in nero.
Il suo cinema ha fatto scuola, sono rimaste impresse le immagini di L'aldilà e tu vivrai nel terrore, film che chiude la trilogia della morte ma che reputo uno dei titoli imperdibili per ogni amante dell'horror che si rispetti, ma Fulci non ha toccato soltanto l'horror, ma anche la commedia, si ricordano i film con la coppia Franchi/Ingrassia, il Thriller, il western e tanti altri, ma è con il cinema di genere che ha dato il suo meglio, uno dei suoi thriller più belli oltre 7 note in nero è Non si sevizia un paperino che lui considerava il suo migliore film.


Per anni è stato un regista sottovalutato dalla critica cinematografica, che non valutava le sue opere come meritavano di essere valutate, ma con il tempo i suoi film sono stati rivalutati, grazie ai tanti cinefili sparsi nel grande oceano di internet, ma soprattutto grazie alla rivalutazione di registi come Quentin Tarantino, che addirittura organizza in america rassegne dedicate al maestro romano.
Personalmente posso dire di avere una grandissima stima per Lucio Fulci soprattutto da quando ho visto L'aldilà, ben presto dovrò ripescare gli altri suoi film.

L'aldilà è un capolavoro assoluto, soprattutto per la tensione emotiva che traspare per ogni scena, il tutto è costruito come una discesa agli inferi senza possibilità di trovare la luce, non esiste nessuna salvezza, ma lo spettatore non lo sa, e si trova a vivere una storia che ti porta dritto all'inferno, dove non c'è nessuna via s'uscita, il finale resta uno dei più belli del cinema di tutti i tempi, la scena sembra un quadro pittorico, e i due protagonisti si voltano da tutte le parti e non trovano via d'uscita, ormai sono dove dovevano arrivare, infatti una voce dice, e ora affronterai il mare delle tenebre e ciò che è in esso vi è di inesplorabile, voglio solo che la vediate perchè oltre che splendita è agghiacciante...




Dopo questa scena io ho deciso di vedere gli altri film della trilogia, di cui analizzerò, titolo dopo titolo prossimamente, consiglio a chi non ha visto l'aldilà di procurarselo e guardarselo, perchè questo è uno dei titoli fondamentali per amare l'horror.

lunedì 28 gennaio 2013

Cosa vorrei vedere...ma ho paura a farlo

Ecco qui di seguito tutti i film che vorrei vedere, ma chissà perchè tempo di vederle per paura di impressionarmi...voi direte ma cacchio hai superato la paura del gore e splatter, hai visto Lucio Fulci e il maestro George Romero, di cosa hai paura ancora?
Hehehe, ho paura a toccare anche il torture porn, anche se ne sono attratta, forse a breve lo farò, comunque Saw di sicuro lo guarderò il primo però gli altri forse non li terrò in considerazione, poi vorrei vedere anche Hostel

Vabbè si può dire che devo essere psicologicamente in tiro per guardarli, forse chissà un giorno lo farò, intanto mi incuriosiscono parecchio, che male possono fare, infondo sono solo film, se ho guardato e apprezzato Fulci e Romero, forse guardare questi film sarà il canto del cigno per amare il sottogenere figlio del gore...voi che ne dite?

E' già uscito...

E a breve dovrei vederlo, anzi, E' pronto per vederlo, ma che aspetto ancora?
Dalle recensioni entusiastiche mi sa che il vecchio Tim sta cominciando a fuoriuscire, finalmente un film come si deve dopo anni do Oblìo...
Ok dovrei anche scrivere un articolo sul mito di Frankenstein che ha influenzato il cinema di Tim Burton, oltre la preview di questa sera domani o tra qualche giorno ci sarà un articolo sulla storia che ha influenzato il suo cinema, e che è presente sempre nella maggioranza delle sue pellicole.
Restate collegati.

venerdì 11 gennaio 2013

Ha ancora senso parlare di Horror oggi?

Ha ancora senso parlare di cinema horror al giorno d'oggi?
Questa è una domanda che porgo al pubblico che va a vedere i film al cinema, io ho già una mia risposta, ma si tratta solo del mio parere, che in nessun modo deve essere influenzare il vostro, altrimenti non ha senso aprire un dibattito con chi il cinema lo ama, e lo segue non avrebbe alcun senso.
La mia risposta è la seguente, si ha ancora senso parlare di horror oggi; voi a questo punto vi chiedereste, ma come nell'epoca del reality movie, dei film che ormai non hanno più il senso della paura ti metti a parlare di horror?
Si io ne parlo, perchè prima di tutto è fondamentale parlarne, non esistono solo i film pacchiani che vanno di moda adesso, il genere horror ha i suoi cult movies e i suoi capolavori, e quelli li lasci nel dimenticatoio senza guardarli? Assolutamente no!
Poi sono convinta che nascosti in qualche luogo ci sono dei giovani autori che vogliono uscire fuori, certo non saranno Carpenter e Romero - non vorrei copie di giganti del cinema di genere, ma autori capaci di innovazioni stilistiche e registiche, capaci di farmi saltare sulla sedia - e forse traendo ispirazione da questi due grandi registi saranno anche capaci di darci forti emozioni.
Perchè se il cinema è un arte, l'horror è qualcosa in più.
Voi cosa ne pensate?